La palla del libero
Saverio Chiti
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La guardo cadere giù, mentre pian piano mi si avvicina
non per inerzia, ma subito dopo aver superato
il punto più in alto della parabola che il battitore gli ha impresso.
Ne vedo i particolari, così nitidi ai miei occhi
e ne percepisco quasi l’odore, tanto mi è avvicina al volto...
adesso spetta a me accoglierla con le braccia tese
e imprimerle poi quel tanto che basta in traiettoria
di nuovo verso l’alto, alla mercé del giocatore a me accanto
che a sua volta deciderà nell’attimo
se alzarla verso il compagno, che con foga
la schiaccerà oltre la rete e le mani tese dell’avversario,
oppure passarla di lato a chi in sordina
la devierà aldilà del campo, sempre a fil di rete
prendendo il tempo alla reazione dell’avverso.
Tutto accadrà in una frazione di secondo
in quell’attimo che saprò interpretare a mio piacimento
seppure sappia che è proprio questo il mio ruolo...
essere il libero in una squadra di volley
comporta capacità e rapidità di esecuzione
poiché è dalla mia ricezione che dipende
la possibilità di trasformare la banale caduta di una palla
in un punto per seguitare la fuga verso la vittoria.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Il mare è immensa gloria, anche per chi crede d’essere solo acqua “ Non so se tuttora nuoto, e quindi ancora oggi vivo la mia ragione d’essere acqua, oppure il mio io trova rifugio nelle onde del mare, nel dubbio mi specchio in ogni pelago. Amo riflettere ad alta voce, mi aiuta a vivere il silenzio, nonostante spes
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