Entrai con gli occhi della mente
massimo turbi
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vibrai con mistiche preghiere kundaline
nella mente cognitiva scorsero i mantra
odorosi di spiritualità contemplativa
allargai i confini dell’universo
fino a esplorare le viscere dell’inconscio
mentre il treno scorreva lento.
nebulose concentriche guardai
come fossi sotto l’effetto di un anestetico
viaggiando in mondi lontani ma vicinissimi
all’io emozionale colmi d’inferni e paradisi
fino a toccare la viscerale memoria
gremita da recondite apprensioni
entrai con gli occhi della mente
nella casa natale di cinquanta lune fa
esplorando orizzonti a me cari
vidi mio padre ed io cenare in silenzio
le strazianti urla di mia madre terminale
si mescolarono con gli sguardi impotenti
cinsi la testa di mio padre sofferente
e dell’impaurito fanciullo adolescente
fra le braccia li strinsi forte a me
li consolai con serenità gioiosa
andai da mia madre salendo le scale
la vidi distesa fra lenzuola umide di sudore
mi guardò con trepidante affezione
come se avesse visto il suo angelo custode
mi inginocchiai e chiesi la sua benedizione
presi la nuda mano e la portai alla fronte
le dissi ti amo con il cuore immensamente
ci scambiammo le sofferenze immane
i suoi occhi verde smeraldo sorrisero
l’accompagnai verso i cieli immacolati
per non farla sentire sola
abbracciai mio padre accarezzando
il viso stanco e provato
l’anima infinita mi sussurrò
con serenità e pienezza amorosa
vi amo ovunque voi siate insieme
riposate nel mio cuore vestito a festa
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massimo turbi
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