Il seme del bello
Come una vera signora
se ne stava la giovane donna
seduta sotto la vigna del bar.
Immobile e bellissima
muoveva solo le pupille
dei suoi luminosi occhi,
mi guardava, e sembrava dirmi,
guardami, fissami e pensami.
Nella mia camera a notte fonda
nel soffitto c’erano i suoi occhi:
mi guardavano, mi fissavano
se mi avessero sussurrato,
fammi la tua regina, io l’averi fatto
e sarei, ora, il suo re, il re dell’amore
e della bellezza, che sempre mi segue.
Lei, e tutte le donne come lei,
sanno dare alla vita, il seme del bello.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
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Commenti (1)
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Marinella Fois25 gennaio 2020
A volte basta un bel viso di donna per lasciarsi andare, comunque sognare è gratuito.
