Lascia che sia la sera
Aprimi l’anima tra viali di foglie,
di lampioni soli e passi nudi
di marciapiedi carichi di fretta.
Lascia che sia io con il mio petto,
a scaldare cuori e ali di nebbia
tra giri di sciarpe e nuvole di freddo.
Lascia che sia la sera a prenderci,
di luci e negozi di portici e stufe
d’osterie di fumanti calici e seggiole.
Rendimi il mattino a consumar la notte,
tra insegne e barrocci di calde castagne
al tuo fianco tra anche e cappotti.
Tra piazze e madonnari e torri e mimi,
di danze uniti evitando torme e calche
d’una notte normale ancora di te.
Lascia che sia la sera che possa e ancora,
parlare di noi confusi tra altri e tanti
….lascia che sia.
©
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