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Introspezione 27 febbraio 2020 · lettura 2 min · 1172 letture

Se non un sogno

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Mi parlavi come l’oscurità madre culla i suoi piccoli deformi neonati partoriti tra le gambe del buio e le sue mandibole storte. Mi parlavi come il velo opaco di una carezza gelida e – paralisi – le sculture d’alberi si muovevano senza cedere al vento che strozzava le auto in corsa. Mi dicevi cose che rimangono tra memorie lontane come traumi cranici al sole, dove un bimbo ride - non sta bene e tu lo sai -. Mi parlavi come l’agonia della pazzia, come il torso che si torce bianco sulla moquette logora di un appartamento che ha visto e ha sentito, non ha parole scritte se non buchi di sigaretta. Mi parlavi con i denti stretti della sconfitta e della vittoria come un’ossessione cerebrale, come una ribellione di sinapsi che si illuminano e si spengono, all’impulso primo del no e dell’omicidio, della serenità e del suicidio, sconnessi momenti di apatia e di rabbia, in una psicosi di fobie che strangolano gli offesi. Mi dicevi delle paranoie che baciano le donne, e dei momenti solitari di uomini in cerca d’amore, momenti che hanno il gusto di una inquietudine che sale, triste allucinazione di un amore sognato. Cos’era? Mi dicevi se non un sogno...
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Giorgia Spurio
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Molto particolare, affascinante, incisiva... Bella! (carla vercelli)

Commenti (1)

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Francesco Rossi28 febbraio 2020

Provo a dare la mia chiave di lettura: un porsi in ascolto del vissuto attraverso le note cocenti del dolore, della solitudine, della pazzia, un mettersi in ascolto e trarne il valore aggiunto del sognare come dinamica non disgiunta molto spesso dalla triste realtà.