Nelle notti mature
son mature le notti
di fine ottocento
tra fumi grigi
e poeti di talento
i sobborghi londinesi
nascondono
palazzi fatiscenti
incidenza di passeggiate brade
sfondo di lumi iridescenti
la borghesia parla
al lucro stoicismo
il laudanum mischia il veemento
di stonati sguardi lunghi
proiettati al novecento
un uomo affila gli strumenti
imperizia altrui del suo fare
continuano le corse con le carrozze
di un uomo pronto ad ammazzare
la veste dell’alta società
sfila per le vie dimenticate
regge una borsa tra le mani
di ubriachi brindanti risate
che dietro cucine scacciano cani
i tacchi rintoccano
nel lastricato
l’ombra di un capello
si allunga per le scale
altre ombre prevalgono il porticato
libido infreddolito delle mondane
l’uomo si avvicina con cadenza
ritmando sudore e fervore
e con voce di pazienza
cuce un ammaliamento con aria da sartore
la donna respira il guadagno
l’uomo carezza le sue voglie
attorno nessuno sbircia il buio
non si ude l’urlo delle spoglie
solo un soffocato ripudio
il coltello perisce nella gola
un taglio artistico
mestiere d’alta scuola
psicosi di un mistero
nel sangue che avvolge il corpo
la paura affligge il pensiero
l’uomo si scrolla del suo torto
riaffilando i coltelli
catarsi piacere
del sadismo deturpare
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L'autore
Sincity
Commenti (1)
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Papillon7 gennaio 2008
Storia dei tempi andati ” jak lo squartatore” molto ben descritta ma, a mio avviso manca di patos e le rime sono troppo costruite e tendono a legare la lettura.
