Il seduttore
Giovanni oppure Giacomo o Giasone:
il vortice di amori e tradimenti,
la voluttà, ha epiloghi cruenti;
virtù suprema è la moderazione.
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Abbandonato, solo, vecchio e stanco
riposo sulla poppa, sconsolato,
di questa nave Argo che ebbi in sorte.
Se pur tradii Medea, che fu al mio fianco
perché da te, Afrodite, fui legato
ad ella da promesse, infine, estorte,
non meritava Glauce quella morte;
le carni rattrappite e le ossa storte
raggiungano i miei figli giù nell’Ade:
se sul mio capo la vendetta cade,
sia a te l’ultimo spiro dannazione.
———
Per me che sono nobile, le donne
valgono ancora meno di un sospiro.
Né fu eccezione Anna, tua figliola.
Per questa cupidigia sempre insonne,
amai fino al mio ultimo respiro,
che esalo nella perfida tagliola:
precipitata in fondo a questa gola
l’anima inquieta eternamente vola
tra zolfo, fiamme e demoni, all’inferno;
a te, Commendatore, mi prosterno
senza speranza alcuna o redenzione.
-
La vita vale d’essere gustata:
sempre dei suoi sapori mi saziai.
Fui libertino, mago e letterato,
alla ricerca estrema e forsennata
di quel piacere che portò i miei guai.
Fui innamorato pure d’un castrato,
e fui massone e a lungo imprigionato;
ad ogni donna ho sempre dichiarato
che il mio ultimo amore era dinnanzi,
mentendo, spudorato, e basti e avanzi,
che merito quel giusto guiderdone.
-
Alla ricerca dell’amore vero,
in cui si annulla il corpo e la coscienza
ho consacrato gli anni e l’energia;
e certo l’ho trovato, o almeno spero,
nella dolcezza e la magnificenza
di questa donna che oso dire mia.
Potesse per davvero la poesia
cambiare in verità ogni bugia,
ti scriverei che ti odio follemente
perché da allora tu, tu solamente
del mio dolore e gioia sei cagione.
©
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