Il senso d’Ippocrate
Paolo Ursaia
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Non è il momento delle parole,
non lo è mai per noi;
Non parlate d’eroi,
non lo siamo.
Siamo qui oggi come ieri,
la lotta accanita
è scelta,
non occasione imprevista
ma corollario d’amore
perché è d’amore quella scelta;
non parlate d’eroi
per il senso d’Ippocrate.
Passerà;
allora parleremo
di quello che mancava,
e di chi lo ritenne inutile.
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
La bacheca della poesia
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Poesia che è denuncia sociale (Mina Cappussi)
Commenti (1)
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Mina Cappussi18 marzo 2020
Poetando assisto, poetando intubo, poetando salvo vite. I versi di Paolo sono intrisi di realtà, non cercano belletti, non invocano trionfi, nudi e crudi si soffermano sulla quotidianità in corsia. Il poeta medico ricuce i lembi del presente e rimanda la denuncia al domani.

