Torno ad alzare lo sguardo
Si siede accanto a me la sera,
nella sua bellezza povera è,
mi parla nei colori, io l’ascolto,
mi stendo sui tettti del cielo
e sogno una notte fra le stelle.
Senza chiedermi, chi sono io?
Spadrono per il cielo, con la mente.
Mi assale la paura, troppo alto
l’infinito per un uomo come me.
Non ho più grilli per la testa,
solo nuvole che si diradano
per farmi chiara e lunga la via,
sono nella pace con il corpo
e nella buffera con il pensiero.
Amo le altezze e amo cercarle,
frusto assai quel poco che so,
mi vesto e mi rivesto,
è forse vera pazzia?
Che sia sì, che sia no,
torno ad alzare lo sguardo.
🌐
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
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