Tornate feste
Da solo salgo sul sentiero
che mi portava in quel tempo
ai vespri tanto attesi,
era il giorno del Signore.
Con il vestito bello
e la voglia di cantare
una lode più alta della preghiera
e sentirla viva in cuor mio.
L’antica campana mi dava:
la musica, l’alto e il basso tono.
Io di cantar ero quel che sono
e non si sentiva la mia voce...
solo lo spirito al ciel saliva.
Là nella chiesa al profumo e fumo
dell’incenso che al banco scendeva,
sentivo io schiudersi quella porta
che portava alla conoscenza,
anche se, nella luce velata,
del Dio grande ed Infinito.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bella e apprezzata! complimenti. (Marinella Fois)
Commenti (1)
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Marinella Fois22 marzo 2020
Versi intensi e profondi che in questi giorni rinfrancano il cuore. Ricordi e speranze suonate campane!
