Morte presunta
Giovanni Licata
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L’uomo crea
con l’angoscia distrugge.
Che senso ha chiusi
in una reggia senza luce
Dell’anima.
Il sole si ribella
Fá tremare la terra
Scuote l’amore.
Si Implora l’Essere Supremo
Chiuso in un tabernacolo
libero da secoli
Invade cielo un’inno
Evangelico risana l’anima
accudisce il dolore.
Non serve perire
D’angoscia per un progetto di catene
Ove la morte si specchia e uccide
Non batte il cuore
In una trappola che scatta
E imprigiona la preda
Oggi con la parola
Virus schiavizza la vita.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giovanni Licata
Biografia Nato a Favara nel 1947, nel territorio di Agrigento,Scrive, poesie dal 1990, ha partecipato a diversi concorsi letterari, classificandosi spesso tra i primi posti, approfondendo le propri attività sulla pittura ,e alla vita sociale.
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