Oggi non parlano le viole
Ogni anno in questo mese di marzo
Solite erano le viole sussurrarmi
E dirmi qual messaggere della primavera
Vedi sian tornate a profumare l’aria
A ricordarti quando giovane innamorato
In riva ai fossi di quel tuo paese
Di me facevi un mazzolino per poi da donarlo
Ad una fanciulla mora. Ricordi? Ricordi?
Sì io commosso ricordavo. Ora nel giardino
Timide sonnolente tardano a sbocciare
Mute sono che questa aria triste non voglion
Profumare dove solo si sente di sirene
Il suono e rintocchi mesti di campane a morto.
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
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Commenti (1)
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Alberto De Matteis23 marzo 2020
Quest’anno non c’è, purtroppo, come gli anni trascorsi quel profumo di viole che allietava l’aria circostante ed annunciava l’arrivo della primavera. Si respira un’aria triste, un nemico invisibile pervade ogni angolo delle nostre città, paesi e borghi e le nostre anime. Ma c’è anche tanta fiducia e speranza in una nuova rinascita.
