Respiro l’oblio amoroso
massimo turbi
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L’eco del silenzio mi appare sornione
come una principessa velata
di melanconia che mi assale teneramente,
prodigando con la natura dell’amore
baci soffusi in ogni angolo del paradiso.
Ella si rivelò come trame d’incanto
soggiunta a piedi nudi alle soglie
dello spirito che anela a te ancella
e meravigliosa creatura d’innata creazione.
Tue sono le opere sulla vita mia fin d’ora.
Non allontanare mai lo sguardo gioioso
dalle mie ossa ora rinvigorite
da quando passasti fra i miei calzari
in quel giorno delle ventuno primavere
testimone la luna dell’amore nascituro.
Ti guardo con la veemenza di un amante
affiorato fra le dighe dell’inquieta mente
e ricordarti come musa tenera e sublime
avvolta dalle liriche pregne d’amore
strappate dalla pioggia primaverile
ormai alle porte.
Giovane principessa mi dolgo e mi invogli
a donare tutto me stesso sin d’ora,
a declamare ogni ora del giorno
liriche colme di quella passione struggente
che ricuce le ferite del passato.
Che dia consolazione e beltà
a questo nuovo amore così in bilico
fra passione e tormenti gioiosi,
e ci renda unici e straordinari
quell’ incolmabile bisogno di respirarti
che trasforma il buio in luce
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massimo turbi
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