L’epidemia del corona virus

Giorni opachi nel
vedere che niente più cresce,
crea un effetto tanto spaesante e
ci smarrisce; chi ama nel mondo,
non guarda mai ... con sospetto;
nello sconvolto, d’acchito tutto
diventò stretto.
Per garantire a
ciascun di noi a prescindere
dalla appartenenza, un semplice
percorso ... per acquisire la piena
coscienza; la precarietà c’è in noi
esseri umani, non dimentichiamo
di essere cristiani.
L’epidemia del
corona virus non ha precedenti,
sopravvive su un pianeta se non
si rispettano le leggi; ci infettiamo
uno con l’altro, per fare riposare i
morti ... non bastano i militari per
fare questo.
La tempesta che
si è abbattuta su tutti noi non è
un disegno divino, la fede non fa
pensare così al cristiano; in quei
giorni pieni di paure e di bisogni
reali, la lungimiranza tiene bene
insieme i guaritori.
Avviluppati in
una maglia come dei pesci nella
rete, non possiamo uscire fuori per
non leccarsi le ferite; l’aggressione
del corona virus oscura la speranza
nel sviluppare infezioni, devasta
repentino i respiro.
Responsabile di
quel malato privo della salute,
con persone amate che soffrono e
vivono a porte chiuse; o muoiono in
una solitudine che stringe il cuore,
alcuni sempre insieme nella vita e
ora si muore da soli.
Non piace il modo
con cui mi striscia gelida la paura,
appesa al collo a volte cammino con
quella mascherina; la giornata anche
con la psicosi del contagio non è mai
sprecata, anche se non abbiamo riso
quella giornata.
Quando ci sono
nella vita problemi difficili, non è
sempre che si può scegliere quella
via più facile; ci faranno apprezzare le
cose belle alle quali non prestavamo
attenzione, insieme ne possiamo
venirne fuori.
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