Lune oscure

Stralunate son persino le oscure lune
grondano di lutto nelle terre e nelle lagune,
frotte di nembi addensano gravidi e neri
e adombrano sinistramente valli e sentieri.
Tempo che si condensa in un corale pianto,
e mi ritrovo nella lacrima di chi sta accanto,
sterili deserti e lande desolate
son divenuti gli animi ammalati.
Costretto a rinvagar tra quattro mura,
l’ego si dibatte tra dubbi e paura
ed è ancora l’inverno che infligge col gelo
l’inferno e gramaglie da coprir col velo.
Tornerà in sto cielo a fiorir Primavera?
O amplierà per mille la luna nera?
Perché nel lugubre ghermir di rostri e artigli
non s’intravede luce né spiragli.
E lacerano pareti d’animo di già ferite
in cambio di un silenzio assordante e inebetito,
muto e straziante è il singulto dal profondo...
è il pianto esacerbato d’un intero mondo.
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
l’immagine del velo nero è il simbolo, del mond (emiliapoesie39)
Momenti dolorosi e di grande incertezza, molto ben (Silvia De Angelis)
delineati in poesia (Silvia De Angelis)
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