Una solitudine scolpita

Ho parole stanche in fondo alla gola
vibrano
ma il suono è muto
colano silenziose
con i pensieri
che tracimano
ogni notte
accanto agli amplessi mai consumati
Sordida questa solitudine
aggrappata ai miei fianchi
S’insinua lenta e capace
scolpendo con caparbietà e tenacia
- anni -
e riflessi di un tempo opaco e simbiotico
Vive
Si nutre
dei miei giorni migliori
Tra le pieghe del mio corpo
anfratti di pelle avvizzita
E c’è silenzio
ancora
in questa stanza sospesa
nessun varco
per attraversare il dolore.
©
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L'autore
Giomiri
Scrivendo lascio piccole tracce affinché io possa comprendermi e gli altri sappiano meglio interpretare i miei silenzi... Scrivere mi regala serenità, mi riconcilia con il mondo.
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