"Quel Timido Languor!"
Adele Vincenti
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Furono languor ad attimi vissuti
deserti di solitudini ove il cuor pose a colmar ombre serene.
Furono languori di pensieri, or lontani, estese immaginazioni,
ove riempii la visuale di paesaggi e miti colli ove
mio Padre è mia madre ancor camminano su quelle valli.
Ove poemi e frasi screziate di poesie l’anima incantavo.
oh languor ad estasiar vita e cuore ad anima soave,
stupor d’immemore vicissitudini,
a ricolmar giorni, mesi ed anni.
oh lacrime versate gocce su gocce e
dolori su dolori di vissuto andato.
Risa, gioie ed euforia a dir e fare ed appartener
in appartenenza ad un vissuto quotidiano.
Viver di sconforti e speranze, calice a non empir l’ampolla.
Oh misteri a svelar misteri o un velo a stenderli ed asciugarli.
Languor da non dimenticare,
ed oggi cicalii di parole ad indifferenze esistenziali.
Valli ambrate a spuntar fiori che nessuno guarda o sfoglia.
Vita in rimembranze di sorrisi e beltà paradisiache vissute,
capiente borsa di memoria.
Or inerme ed amorfa ombra di
virulente e velenoso virus
ad addobbar la signora morte,
dovremmo chiuder la porta.
Or quel timido languor con fragore
vien ad abbracciar la vita.
Sol tu Signore sai comprender
parole sincere e donar conforto ai cuori!
Signor non lasciar i tuoi figli alla deriva,
di te hanno bisogno essenzialmente!
©
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L'autore
Adele Vincenti
Scrivo dall’età adolescenziale, realtà, fantasia, emozioni e voli pindarici, stati d’animo, sentimenti e fantasia, son la mia arte liberatoria. Scrivere non è selezionare parole, è dar voce all’anima e al cuore. Il poeta coglie l’invisibile. Capta, all’attimo fuggente, pennellate di colori, per riempir pagine
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