O tempora! O mores!
Peppe Cassese
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Me la trovo avanti e indietro con la forza occhiellatrice
che non muta cambia e mostra parti in parte collaudate
e se vuoi te la propino col ricorso alle minchiate
suicida matricida sopra il palco suo infelice.
Te la dono e la mia offerta vale quanto una maceria
calcolata e presentata sulla strada per Berlino
e siccome lo stendardo rosso sangue è mingherlino
faccio in fretta a sventolarlo e la cosa è deleteria.
Mi diverto a ciondolare tra l’arrivo e la partenza
con la fame e con la sete di chi svende e si è venduto
senza scendere in cantina per il vino ormai scaduto
che travaglia nella botte e si adegua all’esistenza.
Te lo scovo e lo raccatto con il laccio dell’inganno
nel giochetto maledetto del far finta e di godere
quando appunto il trasgredire a me solo dà piacere
col sospetto immacolato custodito dai saranno.
Mi consolo e questa volta te la giro a perfezione
tutto intorno al tuo congegno messo in mostra e accantonato
nella cesta del si usa come e quando all’altro lato
notte e giorno mane e sera perché in fondo è pettignone.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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Commenti (1)
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J
Jo Kondelli Ghezzi5 maggio 2020
Accompagnata da una musica adatta, potrebbe diventare un rap interessante ed io che sono un govane rapper la potre portare in giro per farla sentire e apprezzare.
