Il tempo della morte (Il dolce niente)
Peppe Cassese
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Il tempo della morte non ha tempo
non si dilunga né si attarda e frena.
La sua signora ha la gerla piena
con i pesanti passi a sopperire
i giorni della vita da smaltire.
Il tempo della morte è in bianco stato
amico e poi nemico in caldo letto.
Non piange e se la ride per diletto
sopito e risvegliato dall’inganno
portato dalla sorte a fare danno.
Il tempo della morte è un’officina
dove il lavoro fervida e non manca.
Il nesso sembra essere la panca
su cui ti siedi e metti a posto il modo
di completare ad arte il vecchio nodo.
Il tempo della morte è giusto appunto
l’inizio della fine ed è un principio.
Tu sappi che è soltanto un participio
futuro di un passato ormai presente
che porta in ogni senso al dolce niente.
E dopo mollemente
si adagia con freddezza sul cuscino
e intona nenia e marcia al vetturino.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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