Maggio
Maggio ripassa cupo
sulla piazza deserta,
senza le grida del mercato,
privo di saluti e sorrisi.
Nere nuvole in cielo,
grigie sui colli le discese,
ricche di pioggia salutare,
hanno in sé quelle gocce,
che scendono or forte, or piano,
la forza di lavare quel male
che la storia si porta in spalla.
Mi faccio convinto che è vero
e mi nasce così, nuova
una luce che avevo perduto,
così avanzo, sorrido e canto.
Una follata di vento
mi porta una lamento, una paura.
Torno lentamente
a guardare la terra,
che si fa madre
delle lacrime mie
che si mescoano
con quelle del cielo.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
Commenti (1)
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Danilo Tropeano15 maggio 2020
Sembra surreale ma è proprio così come poeticamente descritto dall’Autore in tali magnifici versi.
