La madre del buon consiglio

Nello spazio di
quel sogno, trovano l’incanno;
la vita è più breve di un sospiro, si
lagna se c’è un motivo! Illudersi che
possa essere soltanto venuta solo
da quella relazione, è anestetizzato
dall’illusione.
Quel tribolo
diventa un macigno che non lo fa
riposare, sarà incomprensibile però
succede; diventò inarrestabile quella
mancanza di affetto, non sciogliendo
quei tantissimi nodi che alimentano
il dispetto.
Le inquietudini
sono come nodi stretti che non
si possano mai sciogliere, dolorosi
come le doglie; è quel dolore, che lo
fa tanto accelerare; per trasformarsi
in forza d’amare, slacciarsi da chi
le opprime il cuore.
Per avere il coraggio di
percorrere quel deserto, forgiarsi
di quel dolore è un fatto; al momento
lo rifiuti, per non diventare schietti ed
acuti; per spogliarsi di ogni asprezza,
ci vuole coerenza per la vita che
incalza.
La gioia che può nascere
dal dolore, impara ad ascoltarsi
e comprendere cosa ci succede;
l’uomo evolve con le vie di quel fatto,
perché il dolore è il passaggio con la
decantazione verso una gioia di
quel gesto.
Dio non vuole che
l’uomo soffra, anche se purtroppo
l’uomo cambia vita sempre dopo aver
provato quella delusione che lo incalza;
Il dolore è una disarmonia con quel suo
essere sempre eterno, per questo c’è
l’Inferno.
Una verità che ha grave
conseguenze, per quelli futuri e i
presenti; nessuno immaginava quella
terribile sorte, fu inutile la Sua morte?
La Madre del buon consiglio lo dice,
gli uomini non credono fu questa
la Sua Croce!
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