I nodi - 16 (C- 19)
Peppe Cassese
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E sono il diciannove
Covid senza allegria
se faccio il ventinove
la colpa non è mia.
Tu chiedilo al padrone
che mischia troppe carte
se bara col copione
un brutto male parte.
Io piccolo monello
giocavo e poi dormivo
col pipi e con lo strello
ed altro non capivo.
Poi brusca canagliata
tra tanti esperimenti
han fatto un’insalata
mischiata coi serpenti.
Io che ci posso fare
se con l’evoluzione
nel gioco del mutare
cambiavo direzione?
Pretendilo dal fondo
che si diverte e piega
la terra e questo mondo
del resto se ne frega.
Ma se mi stai lontano
almeno un paio di metri
divento innocuo e nano
in questi giorni tetri.
E se poi vuoi un consiglio
tu lasciami da solo
che senza un altro appiglio
io ti sparisco a volo.
Perciò chiuditi dentro
almeno per un po’
stai certo che fai centro
e male non farò.
Ma almeno questa volta
ti serva da lezione
impara segna e svolta
e ascolta la ragione.
Coi nodi della storia
non so se c’entro affatto
ma ciance alla memoria
occorre a me lo sfratto
così io torno a casa
la gialla non per dire
e se sarà inevasa
son pronto a scomparire.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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Commenti (1)
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R
RitaLM10 giugno 2020
Se la storia venisse raccontata o studiata così, sarebbe un vero piacere ascoltarla o leggerla. Una mano felice, capace di toccare qualsiasi argomento per trasformarlo in poesia. Complimenti.
