Piccola Icaro
Giorgia Spurio
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- L’azzurro in disequilibrio
tra la pulsione di un amore, celato
dietro a un sasso, un atto di rabbia,
sei sicuro che sia amore? –
I pappagalli hanno tanti colori,
ma perché il cielo sembra urlare
nuvole d’opaco squallore?
- Il rosso dipinge le unghie
a chi non parla, a chi le prende,
a chi non si arrabbia, a chi scava...
Di chi è la terra che si nasconde,
che ti nasconde le mani? –
Gli elefanti, lo sai che loro
sanno parlare? Una voce
nascosta nell’aria, nella musica
della paura, nell’urlo di una madre...
- Il bianco è tra i chiodi
incastrati nel cervello di un’emozione,
tra le dita, mentre il pianoforte dici
che rifiuta le tue
perché macchiate, perché monche,
perché? –
Il tuo sguardo culla l’oceano delle strade,
nel buio di tangenziali,
non si hanno ali,
- vedrai che Dedalo te le costruirà,
piccola Icaro senza voce-
ed Eco ti abbraccerà
- nel suo ultimo suicidio-
dove i Narcisi non appassiscono,
svegliati, piccola Icaro,
non sono sogni né incubi,
svegliati, piccola Icaro
- fuori dalla gabbia, li senti?
Cantano.
Ti stanno chiamando,
ti stanno aspettando,
i piccoli pappagalli. -
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