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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Giacomo Scimonelli
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Dialettali 14 giugno 2020 · lettura 2 min · 2065 letture

Curri e nun ci pinsari

Giacomo Scimonelli 518 poesie pubblicate
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Nun parrari t’ha stari mutu! Cori miu nun servi cchiù a vuci sì nun l’ha caputo troppi paroli a lu ventu pigghianu focu e s’astutanu amaru o duci lu pinseru l’ha tèneri rintra nun moviri a vucca stringi li renti e pensa a tia vini stuccati cu lu sangu avvilinatu ti mittunu sutta rapi l’occhi e tocca lu celu annagati, nun firmariti a vita dura troppu picca a vita nun sapi spittari adduma a spiranza pigghia pi manu lu curaggiu e curri... curri e nun ci pinsari... l’anni passanu e tu sì cchiù sulu chi mai... " Corri e non ci pensare " Non parlare devi restare zitto! Cuore mio non serve più la voce. Se non hai capito troppe parole al vento prendono fuoco e si spengono amaro o dolce il pensiero devi tenerlo dentro non muovere la bocca stringi i denti e pensa a te stesso vene piegate con il sangue avvelenato ti mettono sotto apri gli occhi e tocca il cielo sbrigati, non ti fermare la vita dura troppo poco la vita non sa aspettare accendi la speranza prendi per mano il coraggio e corri... corri e non ci pensare... gli anni passano e tu sei più solo che mai...
#Vita#Malinconia#Destino#Speranza#Delusione
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L'autore
Giacomo Scimonelli

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz

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Commenti (6)

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Silvia De Angelis14 giugno 2020

Come dice giustamente l’autore, in questa bella lirica in vernacolo, non sempre conviene parlare, ma tenere dentro di sè i propri pensieri per un vivere tranquillo... Versi apprezzatissimi

Sara Acireale14 giugno 2020

Corri, dai e non ci pensare... non parlare, non c’è bisogno di esprimere opinioni tanto il mondo non può comprendere tutto l’amaro che hai dentro al cuore, le ingiustizie subile, i sogni volati via con il vento. Pensa a te stesso, alza gli occhi al cielo e vedrai un’immensità di azzurro. Devi sbrigarti però perché la vita è capricciosa e non aspetta. Corri, vai verso un arcobaleno di speranza, non rischiare di rimanere da solo. Una lirica che fa riflettere molto.

Francesco Rossi14 giugno 2020

A volte parlare significa infliggere dolore, sentenziare a caso, ecco la parola è un bene prezioso che non va usata a caso, è come un’arma.

Marinella Fois14 giugno 2020

Versi che invitano a riflessione, meglio tacere che non essere compreso.

Michelangelo La Rocca15 giugno 2020

Leggendo questi versi bellissimi e musicali mi è venuto in mente un proverbio siciliano: "A megghiu parola è chiddra ca nun si dici". È vero, ha ragione il poeta, le parole, le troppe parole rischiano di creare malintesi, incomprensioni. Allora tanto vale pensare a se stessi e godersi gli attimi di intensità che la vita, nel suo mutevole divenire, può offrirci. Ma occorre fare presto, chi ha tempo non aspetti tempo, la vita a volte può essere troppo breve e rischiamo di non godersela appieno. Lirica molto bella e apprezzata!

Quanta tristezza in questi versi dove il cuore tace, dimentica e corre nella speranza di non restar solo, ché il tempo si fugge via. Versi che catturano per bellezza, lirica vera ed emozionante. Un plauso.