Il lupo
Uscendo di casa chi trovo,
nascosto, abilmente celato?
Lo copre un fittissimo rovo:
un lupo feroce e affamato.
Non dico il terrore che provo;
un tuono ha minore boato
dell’urlo, che svengo di nuovo
per quello spavento provato.
Il lupo mi guarda ringhiando
mostrando i suoi denti affilati;
e scappo veloce, saltando,
al collo già sento i suoi fiati.
Dispero poterlo fuggire,
mi appresto atterrito a lottare;
ruggisce la bestia; e il suo dire
comincia a parermi un cantare:
"Di cosa hai paura, tu, stolto?
Rinfodera lesto il pugnale;
ti sbagli non poco, di molto!
Non voglio di certo far male.
Osserva per bene il mio volto,
lo trovi brutale, bestiale?
Ti mandi però bene assolto
da ogni tuo gesto ferale.
Da giovane e pure da vecchio,
col senno di poi lo capisci,
curandoti punto dell’altro
pretendi di essere scaltro;
infine, tu uccidi o ferisci!
Non vedi? ti guardi allo specchio!"
Scompare la belva nel bosco
un attimo dopo il suo canto.
Soltanto per lui mi conosco,
per lui che solleva quel manto.
©
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