Guardo giù
Saverio Chiti
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Guardo giù, e penso a tutto ciò che vedo
al tuo vociare in ogni luogo
al tuo declamare come fosti l’ultimo aedo.
Mi affaccio alla finestra
e mi perdo nei vuoti che distinguo
negli attimi che mi accingo a vivere,
nonostante io più non creda.
A volte piango, e mi spingo oltre il davanzale
fino quasi a cadere nel vuoto,
in quella parte felice di me
che ho distrutto con un semplice pensiero.
Guardo giù, e rido, felice d’esser vivo...
non tutto è come sembra
spesso è il cuore che mi fa difetto,
lo ammetto, tanta è la solitudine
che vive accanto, allora ogni volta cambio casa
e finestra a cui affacciarmi
per non misurarmi con quel dolore
che ancora in me vivo.
Ho perso te per un solo momento
e adesso non ti ritrovo,
nonostante il mio guardare ogni nuovo orizzonte.
Guardo su, e ti cerco, oltre ogni nuvola che scorre
su di un cielo di speranza,
certo sono di rivederti ancora
là, dove l’anima mia non dispera.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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