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Riflessioni 21 giugno 2020 · lettura 1 min · 1154 letture

Incantesimo occidentale

carla vercelli 806 poesie pubblicate
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C’è un bivio, un uroboro, una ciclicità che porta a ri- volere il passato_ pur immodificabile esso si ripresenta ricoperto di ruggine che sembra oro. E noi, ad ordinare e aggiungere dettagli per giustificare gli sbagli si capisce_ nel vortice di quella o quell’altra volta che non si cancella non scompare non sparisce, ma si storna. Giunti alla svolta sesso, vita, amore sono decisamente sinonimi, ci pare_ e tutto finalmente torna.
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L'autore
carla vercelli

Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"

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Molto apprezzata! Complimenti! (Giovanni Ghione)

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a volte, sì (Francesco Falconetti)

bellissima, poetessa (Rita Stanzione)

...sì, bellissima... (Lia)

Commenti (2)

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Antonio Terracciano21 giugno 2020

Ecco un’altra raffinatissima poesia, per i termini usati e per la struttura, di Carla Vercelli. E’ possente quell’immagine dell’uroboro (il serpente che si morde la coda), che apre la composizione per sottolineare quasi psicoanaliticamente il desiderio che proviamo, giunti a una certa età, di rivivere un po’ proustianamente il nostro passato, nella vana speranza di modificarlo, di rammendare i nostri errori: lucidamente ci rendiamo conto che ciò è impossibile! Capiamo però, tornando spossati da questo viaggio a ritroso, che avevamo allora commesso l’errore di distinguere la vita dall’amore e dal sesso: sono la stessa cosa!

Giovanni Ghione21 giugno 2020

Una puntuale riflessione fatta dopo un’attenta esperienza di vita. Una opportuna valutazione che considera sullo stesso piano vita amore sesso .