L’italia che sogna

Quanta gentilezza
circonda del loro intrico, procedono a
gruppi con qualche inquisito; giocando
con quel tanto potere, dove già l’animo è
teso aspettando come vivere il domani!
Da quella apparizione del male, è nata
la dittatura del vivere.
Nell’ottica delle
trasformazioni, la crisi ha annichilito
la piccola borghesia che ha guidato fin
dal dopoguerra l’economia e il sociale;
fatti che alimentano disuguaglianze nella
società, portando più famiglie a rischio
di povertà.
Con queste storie di
tanto dolore, come venirne fuori? Ora
più che mai dai nostri errori, c’è bisogno
di trarre il giusto insegnamento per poter
ripartire; non con quella subalternità un po’
vile, che con tanta arroganza ci portano a
fare i rinunciatari!
C’è quell’opera
sempre dell’uomo saggio, che copre
e sviluppa la vastità di vedute di questo
momento; un’evidente lungimirante che
si esalta comunque su tutte le questioni,
è quell’Italiano coraggioso nonostante le
difficoltà ci tirerà fuori.
Quel farsi dragare,
dove ci può portare? Non trappole
politiche e nemmeno maldicenza, non
possiamo fare i conti con un’Europa che
solo pensa; l’Italia non indietreggia per
questa brutta emergenza, senza esitare
è sempre pronta.
Sono tante le persone
nel mondo, che non comprendono;
c’è da capire, quale sarà lo strumento
che ci riporta a vivere; se le coscienze
sono pertinente, in quei valori acquisiti
gioisce la gente; il cambiamento non
fa paura, lo dirà la storia.
Impedendoci
di stare non solo all’aperto, tutte le
nostre categorie di spazio e di tempo
sono state stravolte; l’Italia che sogna,
è capace di tirarci fuori dalla melma;
ha iniziato a vivere con i suoi cari,
tra boschi e mare.
©
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