Le cupole d’argento
Ventola raffaele
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Le abbiamo lasciate troppo sole
le cupole d’argento,
le fontane, i fiori lungo i prati,
le divine albe fasciate di silenzi:
spettri d’occhi eclissati
dietro pianti di stelle.
Chissà se il mare
ci riconoscerà ancora,
-statue di sale
sulle spiagge erose dal vento,
nature morte...
sotto un canto
malinconico di gabbiani.
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L'autore
Ventola raffaele
Mi diletto a scrivere da sempre , ma solo ultimamente mi é venuta la voglia di esternare le mie emozioni e condividerle .....con voi. Ringrazio la gentile redazione tutti gli autori del sito e tutte le persone che mi leggono!!
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
elogi di cuore! bravo poeta (Stefana Pieretti)
Commenti (1)
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Berta Biagini1 luglio 2020
Napoli vive tra questi versi in un mondo che purtroppo stentiamo a riconoscere – significativo il canto di quei gabbiani – anche loro hanno perso quel minimo di volontà che occorre per andare avanti.

