Dell’incertezza
Immobile. Supina, su quel letto,
madida di sudore, gli occhi aperti,
ad ascoltare i battiti, nel petto,
rapidi eppure a un tempo così incerti.
Cercavi le risposte lí, sul tetto;
ed era, la domanda: "voglio averti?",
bruciante come un colpo di fuetto
su carni esposte e nervi ormai scoperti.
Una lacrima riga il viso. O due;
erode, l’acqua, rocce ad essa esposte
nei suoi costanti e lenti stillicidi.
Un’isola, ti senti; e mille prue
rivolte verso gli invitanti lidi,
già naufragate contro le aspre coste,
attendono risposte.
Risposte che la bocca tua non diede.
Risposte che il tuo cuore non possiede.
©
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