L’urlo
Un urlo silenzioso, disperato,
a squarciagola pur se sono muto
gridato a te che amo e che sei sorda;
e l’eco di quell’urlo, rimbalzato
su morbide pareti di velluto
dall’universo stesso già deborda,
poi fonde spazio e tempo in un boato;
e mi ritrovo giovane e canuto,
in preda ad una angoscia tanto ingorda
che rode e mi divora dall’interno
in nome di un amore che fu eterno.
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