Brusio
Saverio Chiti
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Nell’imbrunire della sera s’ode il brusio
dell’onda, che cozza sulla murata della barca
alla fonda nell’amico porto...
È il dolce ritmare del tempo,
sentitosi perso s’espande in ogni dove
sino a rallegrare il cuore di chi mai s’arrende
al docile galleggiare di scure nubi
in un cielo così vero, tanto da creare in sé
quell’amato chiaroscuro
frutto di un pensiero che si effonde
nel limitare del vento, gonfiando i fiocchi
come fossero veli di una sposa.
È un bisbiglio di voci, quel che dalla riva
si allungano come ombre,
cavalcando la brezza del mare
che lento, nella sua risacca
gli rende ciò che con un grido, il gabbiano
nel suo traverso volo, aveva pescato
davanti alla prora della clandestina chiglia.
È come una cantilena, questo brusio
e come preghiera si confonde
ai piedi dell’albero maestro
dove chino, il pescatore implora
la sua giornata migliore...
Tante sono le bocche da sfamare,
in silenzioso assenso, aspettano
come fossero dolci fratini
col becco spalancato alla vita.
Nell’approssimarsi di una rosata alba
recupera l’ancora, che mai
sarà un peso per l’indivenire giorno,
dove ogni mistero verrà sfatato
dal pescato che gonfia la rete...
In silenzio che sa di antico
lento ritorna il brusio, fatto di speranza e fede.
Va la vela a fendere l’onda amica
in un continuo morir del buio
in quella lama di luce nell’alba
che ferisce il mare.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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