La Metrica
Perdoni, buona donna, ancora aperto?
Le spiego, nella mente ho un motivetto
che varia dal brusio fino al concerto;
e ne vorrei cavare un bel sonetto.
Sono un poeta piccolo e inesperto;
vedendo il tuo negozio mi son detto:
"la preziosa merce che ha, di certo,
mi renderà lo scrivere perfetto".
Lo so che tu non vendi fantasia,
ma rime, accenti, sillabe, bei suoni;
e sai che ti amo, e so che mi perdoni
se a volte sei un fine e non un mezzo
e se ti disonoro e sono grezzo:
ché sei per me, o Metrica, poesia.
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Commenti (1)
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Antonio Terracciano31 luglio 2020
"Se a volte sei un fine e non un mezzo": è questo forse il verso più significativo del sonetto di questo valido autore. E’ una domanda che mi pongo spesso: ho usato bene la metrica, ho trovato discrete rime, ma sono riuscito a dare un contenuto interessante al sonetto? Questa composizione del Di Modica mi acquieta un po’: la poesia, anche se talvolta non riesce a veicolare grandi e profonde idee, è comunque tale quando cerca di rispettare le regole, perché, come ci fa notare l’autore nell’ultimo verso, la metrica è già di per se stessa poesia.