Rimandando
WinterWolf
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Senza preavviso,
nuvole giungono,
cupi araldi titanici
desolazione all’orizzonte
tuonano qui nel fondo
d’una diga di monti
atta a trattener per se
le nubi e me
scuro come esse
quando rivolto al suolo
dissolto e libero
quando abbracciato dal vento
che alto fugge questo lamento
come il nibbio,
come li nibbio rapace
discende predando soltanto.
Fortuna non sono un nibbio,
sarei tenuto a scegliere,
altrimenti,
tra la vista e la follia,
tra una vita felice
che uccide morendo di realtà
ed una vita reale
che è semplice morte in attesa.
Distruggiamo insieme
questo povero mondo distopico,
d’amore assassino
e vorace stomaco cannibale,
liberiamo la realtà
dall’imbarazzo di apparire bella
diamole la libertà di dimostrarsi
cinica pianta carnivora
e noi, o meglio io,
votivo sciame dissennato,
condannato ad essa,
in continua ricerca
delle sue voluttuose
e velenose chiome
rimando un altro me
lungo lo stesso percorso,
e rimando, rimando, rimando,
io rimando continuamente a lei.
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Francesco Rossi5 agosto 2020
In un dualismo ricco pure di introspettiva l’amore viene poetato originalmente.

