E poi, ancora noi
Saverio Chiti
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Convoglierò la mia solitudine verso quell’istante di noi
dove il ricordo vive di vita propria
bramando l’attimo del nuovo abbraccio
che per magia si rinnoverà al passaggio di una nuvola in volo
proprio qui, sopra di me.
Conoscerò il tuo amore, seppure già lo viva
ogni volta che il cuor mio si mischia al tuo
in quel momento di noi, quando il sentimento
sfocia nella passione d’ogni giorno.
Costruirò ai margini di quest’orizzonte, la casa di noi
affinché il domani sia più prossimo all’oggi da vivere con te
che mi sei anima in continuo movimento su quel sentiero
percorso all’infinito nella nuda roccia, resa friabile dall’amore di noi.
Confluirò poi in quel tuo abbraccio che mi è cura
dove mi lascerò cullare senza che nulla e nessuno possa dissentire
del cammino sin qui percorso fra ali di folla
nel silenzio di un muto amore che deflagra in noi
ogni qualvolta mi vicino a te.
Confronterò l’immagine mia, col mio riflesso
cercandoti nello specchio di noi, laddove la vita insieme
è vita a rendere a chi con amore seppe unire, anziché dividere.
Confiderò in quella armoniosa sequenza dei nostri volti
fusi per noi in un’unica cosa, come desideri speculari
della stessa essenza dei sogni.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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