Giganti
Saverio Chiti
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Non è più terra di giganti quella che calpesto
non più terra di ideali, di buoni propositi
non è più il turno delle buone azioni o di attimi sinceri,
è già il momento di concludere il percorso
arrivato veramente troppo presto alla sua dimora.
D’altronde anche le parole hanno un altro peso,
ora che persino i piccoli gnomi si nascondono in giardino
là, dietro alla silvestre siepe, irta di spine.
Non è più tempo di eroi, la folla ormai non li acclama
abituata com’è al balletto del momento
fatto da chi reclama su di sé quell’attenzione
un dì, dovuta al fesso del giorno.
In pochi riescono a liberarsi da quell’oblio
e librarsi ben sopra il confine di un orizzonte
fatto di libertà vissuta, conquistata con le rudi mani
da chi ha combattuto per il domani,
fosse pure così incoscientemente disprezzato
dal genere umano, che sfuggente, la pace più non afferra.
No non è più tempo di giganti, molti si sono nascosti
negli antri bui di caverne, cedendo al sonno riparatore,
in attesa di un nuovo segnale, un dolce fischio muto
da te che altro non sei, che un povero uomo
figlio disconosciuto da questa Santa madre terra.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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