Io sono Dio
Quando il sole non illumina i miei occhi.
Non è dio, ma sono io.
Quando il vento scivola tra le dita sfuggendo al nulla.
Non è dio, ma sono io.
Quando la goccia cade a terra lasciando arido il terreno.
Non è dio, ma sono io.
Io sono l'aritigiano della mia anima.
Dio osserva, ma non la nutre.
Io sono il centro di ciò che gravita.
Dio osserva, ma non lo muove.
Io sono il senso del mio piacere e dispiacere.
Dio osserva, ma non si spiacenési compiace.
Io reggo l'universo.
Stanco e spossato m'appello a dio.
Arrabbiato e frustrato m'appello a dio.
Ma in questi casi dio sono io.
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E
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L'autore
Exeunt
35enne, mente economica, spirito emotivo. Introspettivo e analitico, almeno così dicono. Pretendo dalla vita il volo giocoso degli slanci emotivi. Ricerco i miei simboli, che sviluppano emozioni, e mi dicono chi sono. Figlio d'attenzione felina, selettivo, fluido. Per me il piacere non è nell'avvere o nel saper
Commenti (2)
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Fippo213 gennaio 2008
Poesia bella, interiore... anche discutibile a seconda dei punti di vista... comunque una notevole analisi dell'autore-- sul Dio meglio se sempre maiuscolo..benarrivato
M
Marina Como9 maggio 2008
Aiutati che Dio t'aiuta, recita un detto popolare. Nulla di più vero in questa poesia. Dove un dio neutro osserva, ma... impariamo a districarci da soli, non siamo forse fatti a sua immagine?
