Sera
animafrattale
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E lentamente venne alfine la sera
da verdi colline di lente discese,
da alti monti nascosta e vasta brughiera,
ombre sulla casa e su di me distese.
Ora stanca la mia mente il corpo lascia
e ritorna sui vecchi neri sentieri,
il ricordo triste riaffiora ed accascia,
l’animo fremente riavvolge i pensieri.
Capelli qual nere seppie sparsi al vento,
tra gli opachi vetri e socchiuse persiane,
snello il corpo sinuoso s’indugia lento,
morbida l’ombra tra lo scuro rimane.
Poi rapida in alto si muove la mano
il ridere si ode forte come un canto.
In piedi restavo tremante lontano
ed un’ombra scura le si poggiava accanto.
Ora silente giaccio lungo disteso,
come preso da inaspettato refolo
tra i nostri ricordi remoti sospeso
rapido con stanco pensiero mi involo.
Così d’improvviso l’eterno tuo duolo
forte ritorna nell’animo indifeso.
Come questa sera dai monti disceso
fresco copre il buio il tenero bocciuolo,
così del tuo ridere il forte rumore
e quello del cuore che batteva piano
e le tue tenere carezze immemore
e nascoste dal vivere quotidiano,
tornano a sfiorare nelle perdute ore
sul caldo velluto del nostro divano.
©
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