Tenue quel bianco di Liszt
Salvatore Pintus
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Coltivo
i fiori del rimpianto,
incapace
di aggiungere uno yud
a voglie di infinito.
Mi resti,
lievemente sfumata
oltre quei disinganni,
la paura,
la rabbia
che mettano radici.
Esco
dal tuo romanzo,
truccando le occasioni,
dipingo il divenire,
e la burrasca
d’un glissato di piano,
Liebestraum 3.
Di te
echi risuonano
e colori
di esistenza.
©
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L'autore
Salvatore Pintus
Sono nato a Sassari. Mi piace scrivere, leggere, e mi piace sperimentare generi di poesia. Non è da molto che lo faccio, e vorrei proseguire, in totale armonia col microcosmo di scrivere. Sogno di scrivere, tra qualche mese, delle poesie nella mia lingua d’origine, il sardo. Tuttavia non mi sento ancora pronto.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
bravo e complimenti! (Stefana Pieretti)
Cimentato in lingue aramaiche (Francesco Rossi)
...raffinatezza di versi, immagine e suoni... (Lia)
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