Malarittu covid
Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Speriamo bene per tutti. Bravo Giacomo. (Cinzia Gargiulo)
Fai riflettere sempre caro amico Poeta (Sara Acireale)
molto bella (Rosita Bottigliero)
Tini ragiuni! (Gerardo Cianfarani)
A volte la scienza è più nebulosa della poesia. (Antonio Terracciano)
Trascorri una serena domenica poeta (Silvia De Angelis)
condivido in pieno caro Giacomo... (Anna Rossi)
Sempre attento e sensibile Giacomo. (Vivì)
Letta con piacere. Serena giornata e abbraccio. (Vivì)
Un abbraccio caro Giacomo! (Marinella Fois)
Complimenti amico poeta sf. Buona serata (Alberto De Matteis)
Pasto d’onore al tuo dialetto 👍 (Alessandro Sermenghi)
Posto d’onore al tuo dialetto. Sorry (Alessandro Sermenghi)
Come sempre bravo e sensibile. Un caro saluto! (Ela Gentile)
Commenti (11)
Maledetto covid!...Eppure se ci pensiamo bene è la natura che va avanti così. Anche i virus fanno parte della natura e quando ne compare uno nuovo ci vuole tempo per imparare a conoscerlo e perché medici e scienziati sappiano trovare le cure giuste. Ci vuole pazienza e noi abbiamo dimostrato di non averne, volevamo tornare alla normalità e l’estate è stato il momento del rilassamento, ora ne paghiamo le conseguenze. Tra le chiacchiere che abbiamo sentito abbiamo voluto seguire quelle che ci facevano credere che tutto fosse finito e abbiamo tacciato di disfattismo chi ci metteva in guardia sulla seconda ondata. Ora facciamo i bravi se vogliamo salvare salute e lavoro, è l’ora della vera responsabilità. Bella riflessione dialettale.
Parole sante rende molto anche in dialetto, purtroppo è la verità dei fatti che viviamo in questo momento. Se tutti avessero rispettato le regole non saremmo a questo punto. complimenti
Siamo in un periodo di estrema confusione, il Covid miete ancora le sue vittime: è vivo e reale in mezzo a noi, soltanto che non si vede e non si sente: è muto, subdolo e silente ma ancora più subdoli sono quelli che parlano a vanvera, i negazionisti del Covid, chi mette gli uni contro gli altri. Il pericolo del formarsi delle fazioni è ancora peggio del virus. Non si sa più a chi credere, scrive il Poeta e allora io mi informo dalle fonti ufficiali e lascio perdere i bastian contrari a tutti i costi. Ho avuto un amico che è morto di Covid e allora è meglio il silenzio invece del troppo clamore. "Le persone muoiono e i ragazzi se ne fregano" ma io non darei tutta la colpa ai giovani ma agli adulti che danno il cattivo esempio.
parole che suscitano meditazione, realtà che ci segue e insegue con dubbi e incertezze. molto significativa
Un momento complesso, per tutto il globo, reso ancora più difficile dai pareri disparati degli specialisti, e dalle notizie a raffica della televisione, che non trova altri argomenti, se non quello di esasperare con il virus. Versi apprezzati
Sembriamo sprofondare in un grande calderone dove ognuno mette qualcosa di diverso e alla fine il sapore risulta incerto e cattivo. "Noi" non addetti ai lavori vorremmo solo un po’ di chiarezza e pareri concordanti per non sentirci ancora più soli e indifesi. Complimenti all’autore che riesce sempre a darci spunti di grande riflessione.
Più parlano, parlano e parlano e meno capiscono. Credono che la maggior parte degli italiani siano ignoranti e che si lascino imbambolare da milioni di parole buttate lì. Non è così e un giorno saranno molti quelli che dovranno rendere conto delle morti inutili e del terrore seminato a iosa. Stiamo vivendo un periodo assai difficile e occorre molta prudenza e molta saggezza da parte di tutti, ma i primi a dare l’esempio dovrebbero essere proprio quelli che si pavoneggiano tutti i giorni "pappagallandosi" in tv. I tuoi versi amari e di ribellione sono tutti condivisibili.
Una bella protesta in dialetto, che apprezzo. Se tutti si fossero comportati come consigliavano oggi non saremmo qui a piangerci addosso. Speriamo di uscire, da questa pandemia, indenni.
Il nostro Autore, sensibile ed attento osservatore degli avvenimenti che si verificano nella società e nel mondo, con questa poesia in "lingua siciliana", fotografa in maniera tangibile e veritiera la realtà del periodo che stiamo vivendo. Si legge nei suoi versi tutto il caos di comunicazione dei "media". Ci sono quelli che fanno spaventare, scrive il poeta Giacomo Scimonelli, e quelli che fanno respirare. E già in questi semplici due versi si può arguire lo sconforto e lo sgomento di tutti noi, gente comune, che vive quotidianamente la paura e col dubbio continuo di un domani incerto. Speriamo che il vaccino possa arrivare presto per alleviare tutti noi... ne abbiamo estremo bisogno.
Maledetto Co. ViD.= Corona Virus Disease. Diamogli un nome e un cognome... E pure una data di nascita: 2019. Quando si impreca contro qualcuno va detto per esteso. Anche se il poeta con un abile dialetto ne racconta gli effetti, non sappiamo ancor a chi dare la colpa di tutto ciò, e sembra non interessarci più, perché tutto passa inosservato dai nostri commenti e personali deduzioni che procurano confusione e ancor più delitto per l’intrusione di un incauto procurato allarme.
Molto incisivi e veri questi versi che ho letto assolutamente in vernacolo (che danno colore e significato più forte). E’ un momento che colpisce un po’ tutti, che viviamo quasi in apnea ascoltando i vari tg, i vari numeri che ci propinano. Condivido i pensieri del poeta, versi che apprezzo e ammiro nell’intensità e sincerità che trasmettono. Molto piaciuti!











