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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Giacomo Scimonelli
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Dialettali 29 novembre 2020 · lettura 2 min · 1354 letture

A me cuscènza

Giacomo Scimonelli 518 poesie pubblicate
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C’amma fari? cià vo’ finiri? T’ha stari muta! lu ciriveddu sta scuppiannu a tò vuci m’ha misu sutta... mi tumpulia ca so manu mi pigghia pì li cannarozza e iu staiu cubbannu manca l’aria, nun haiu cchiù ciatu. Haiu caputu! haiu caputu! ma m’ha lassari iri, nun vogghiu scappari vogghiu sulu chianciri tu sì a me cuscènza e m’ha dari lu tempu pì gnuttiri stu pisu, pì ttruvari n’autra strata... na strata unni vivi a spiranza unni sbagghiari è umanu e nun sulu na cunnanna. " La mia coscienza " Cosa dobbiamo fare? la vuoi finire? Devi stare zitta! il cervello sta scoppiando la tua voce mi ha messo sotto... mi schiaffeggia con la sua mano mi prende per la gola ed io sto soffocando manca l’aria, non ho più fiato. Ho capito! ho capito! ma devi lasciarmi andare, non voglio scappare voglio solo piangere tu sei la mia coscienza e mi devi dare il tempo per ingoiare questo peso, per trovare un’altra strada... una strada dove vive la speranza dove sbagliare è umano e non solo una condanna.
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L'autore
Giacomo Scimonelli

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz

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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Stima e affetto coetaneo corregionale Amico Poeta (Danilo Tropeano)

Notevole vernacolo. Buon inizio settimana poeta (Silvia De Angelis)

È molto molto bella e significativa. (Sara Acireale)

L’ho trovata molto evocativa. Complimenti e like (Vivì)

Un abbraccio e . (Vivì)

significativa ed originale elogio GIacomo e S (carla composto)

Sempre belle ed originali! (Rosita Bottigliero)

Grazie x la traduzione. (Francesco Rossi)

Commenti (6)

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Danilo Tropeano29 novembre 2020

Si, nessuno più o meno sarà scevro alla voce della propria coscienza ma per chi ha agito con animo puro, pur nell’errore dettato da particolare condizione, farebbe bene ad accettare i suoi umani limiti nella meditazione e nella perseveranza senza titubanza. Perdonarsi è un singolare gesto d’amore che ci farà perdonare anche il prossimo. Magnifico vernacolo che ho la fortuna di comprendere pur senza traduzione.

Silvia De Angelis29 novembre 2020

Una coscienza che fa sentire i suoi strali, provocando un gran senso di disagio e la voglia di accettare, in modo diverso, le varie provocazioni della vita, sempre pronta a propinarci eventi complessi... Poesia apprezzata

Sara Acireale29 novembre 2020

La coscienza ci parla (anche se sottovoce) e noi dobbiamo ascoltarla. La coscienza però non è una tiranna, capisce benissimo se l’errore è involontario e se chi lo fa lo ammette, lei ti lascia piangere ed è lieta di avere fatto presa su un cuore sensibile. Gli ultimi tre versi mi hanno fatto riflettere molto e sono venuta alla conclusione che un’altra strada da seguire per arrivare alla speranza c’è già ed è quella dell’amore e del perdono perché sapere perdonare se stessi è un’arte meravigliosa.

Vivì29 novembre 2020

Ascoltare la propria coscienza è sempre cosa saggia. Quella cosa indefinibile, astratta che tutti quanti noi chiamiamo coscienza, è l’unica che ci conosce alla perfezione e sa cosa sia bene o male per ni. Ascoltiamola dunque nei momenti di bisogno e in cui ci parla, a volte sussurrando, a volte urlando, ma ascoltiamo e non potremo che ricavarne il meglio per noi stessi.

carla composto1 dicembre 2020

bella ed originale un dialogo con la propiria coscienza che ci porta a riflettere sempre belle opere che l’autore generosamente ci regala

Rosita Bottigliero2 dicembre 2020

Quella coscienza che ci ascolta e ci parla nel suo vivere dentro. Una poesia che lascia sentimenti e vivi in uno spazio lasciato dal poeta. Nel nostro cuore... Complimenti