Gli spartiti del domani
Socchiusi gli occhi, aspetto un’occasione
vivendo nell’attesa di un momento
che forse è stato; più non lo rammento.
Tu fuggi; resta il mare, una canzone,
e quell’odore caldo (un’alluvione
di lacrime sul collo nudo al vento
che bagnano di amaro il mio tormento).
Pur vivo; di menzogne, d’illusione,
ma vita certo grigia, opaca, scialba,
ballando agli spartiti di un domani
che vedo solo io e in cui rimani,
le labbra quali petali di rosa
a dare un bacio, un morso, o chissà cosa;
purché al tramonto segua sempre l’alba.
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