Parole tra stagioni e l’infinito
Salvatore Pintus
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Parole
foglie di faggio
disseccate dal freddo
della resipiscenza
inclinate
sui tornanti scolpiti
della loro prudenza.
Parole
spiriti
di corbezzolo rosso
affacciati
sul crinale
di un inverno
a Natale.
Parole
margherite furtive
nel cantarmi
il fato sull’amore
e vestire
i capelli di Lisa
e l’eco dei suoi no.
Parole
papaveri
di un sogno tra le messi
di una bocca di donna
che canta in compagnia
di cicale e zanzare
all’ombra
di un salice che piange
e accarezza il suo viso.
Parole
che ci seguono assorte
sinfonie
di un attimo demiurgo
dei tempi della vita
e va
e ricrea l’infinito
tra te e me.
©
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L'autore
Salvatore Pintus
Sono nato a Sassari. Mi piace scrivere, leggere, e mi piace sperimentare generi di poesia. Non è da molto che lo faccio, e vorrei proseguire, in totale armonia col microcosmo di scrivere. Sogno di scrivere, tra qualche mese, delle poesie nella mia lingua d’origine, il sardo. Tuttavia non mi sento ancora pronto.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
...bellissime suggestioni e... parole... br. (Lia)
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