Morire senza potersi abbracciare
Franca Merighi
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Il distacco è drammatico,
speri sia momentaneo,
vedi il suo petto sussultare
e i suoi occhi supplicanti
t’implorano: "Non mi lasciare!"
Le sue braccia distese
rimaste orfane e vuote,
dalla sua gola un grido
che ti strazia e ti percuote.
Figure vestite come astronauti
ti prendono e ti portano via:
"Purtroppo non può rimanere...
Aspetti a casa, l’aggiorneremo,
informarla è nostro dovere."
Passano oscure e lunghe le giornate,
pensi alla sua solitudine e piangi,
mentre da solo in un letto giace.
Finché una voce anonima ti dice:
"Non ce l’ha fatta. Ci dispiace."
©
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L'autore
Franca Merighi
Sono nata a Milano, per caso, perché i miei genitori e tutta la mia famiglia sono di Bondeno (Ferrara). Avevo solo 5 anni, quando emigrammo tutti in America, nel bellissimo e prospero Venezuela, che ora purtroppo non è nemmeno l’ombra di quel paese meraviglioso che ci ha accolto con amore, dove sono cresciuta, dove ho
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Commenti (2)
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E
Evaluna Sperber2 giugno 2025
è accaduto a troppi. Il covid è stato un maledetto alibi di ogni inettitudine. Nella tua poesia c’è tutto il lutto impossibile da elaborare, il lutto senza addio. dolore...
Stefana Pieretti24 gennaio 2026
una poesia straziante, vera, lacrime scendono nel ricordo. Brava l’autrice, forti emozioni! Elogi i cuore

