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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Giacomo Scimonelli
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Dialettali 29 dicembre 2020 · lettura 3 min · 2058 letture

Passa lu tempu (Passa il tempo)

Giacomo Scimonelli 518 poesie pubblicate
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Li jorna nun si ponnu cchiù cuntari nuttati niuri senza luci comu nu celu nuro senza stiddi comu lu cori ca nun canusci amuri e ‘ntantu, passa lu tempu e passa n’autru annu sempri cchiù janchi li capiddi e nta facci, rassegnaziuni e duluri. Nun si ponnu scurdari i manu quannu, cu li carizzi e cu li iriti cu ‘a vucca jucavanu quannu i lavvra arricriavanu corpu e menti, peddi e arma. Nun si po’ mittiri lu pinseru ri sciancu sutterranu lu ricordu e faennu finta ri nenti nun si po’ mancu stutari lu focu si po’ sulu avvrazzari chiddu ca statu e a malincunia s’assapiri accettari... picchì passa lu tempu e nenti si po’ fari comu li nuttati darrè a luci ammucciati ammentri nu singhiuzzu acchianava e nu suspiru addiventava nu cantu... nu cantu duci ma salatu comu l’acqua di lu mari c’avvelena li vuredda e s’ammisca cu lu sangu... sangu e lacrimi ca currunu chianu chianu addivintannu nu diluvio ri chiantu chi nuddu po’ firmari picchì nuddu avi curpa nuddu po’ iutariti si u primu nun si tò, a rapiri a vucca pì diri chiddu chi ti fa stari mali pì diri, susennu a vuci, haiu sbagghiatu haiu sbagghiatu e vulissi ripruvari... m’appoi, rapi l’occhi e riri lu tempu sta passannu e ristari sulu nun è cchiù na cunnanna ristari sulu è rialtà... na rialtà tristi na rialtà chi tumpulia e chi cumanna. Passa il tempo I giorni non si possono più contare nottate nere senza luce come un cielo nudo senza stelle come il cuore che non conosce più amore e intanto, passa il tempo e passa un’altro anno sempre più bianchi i capelli e in faccia, rassegnazione e dolore. Non si possono dimenticare le mani quando, con le carezze e con le dita con la bocca giocavano quando le labbra rigeneravano corpo e mente, pelle e anima. Non si può mettere il pensiero di lato sotterrando il ricordo e facendo finta di niente non si può nemmeno spegnere il fuoco si può solo abbracciare quello che è stato e la malinconia si deve sapere accettare perché passa il tempo e niente si può fare come le nottate dietro la luce nascoste mentre un singhiozzo risaliva e un sospiro diventava un canto... un canto dolce ma salato come l’acqua del mare che avvelena le budella e si mischia con il sangue... sangue e lacrime che corrono piano piano diventando un diluvio di pianto che nessuno può fermare perché nessuno ha colpa nessuno può aiutarti se il primo non sei tu, ad aprire la bocca per dire quello che ti fa stare male per dire, alzando la voce, ho sbagliato ho sbagliato e vorrei riprovare... ma poi, apri gli occhi e sorridi il tempo sta passando e restare solo non è più una condanna restare solo è realtà... una realtà triste una realtà che schiaffeggia e che comanda.
#Vita#Malinconia#Solitudine#Destino#Tempo
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L'autore
Giacomo Scimonelli

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz

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Il tempo passa ed è il migliore dottore. (Vivì)

Au. gu. r.i di cuore e complimenti. (Vivì)

Un abbraccio e nuovo Giacomo! (Giuseppe Mauro Maschiella)

nuovo! (Giuseppe Mauro Maschiella)

Complimenti, ! (Giuseppe Mauro Maschiella)

Col tempo ci sarà l’oblio... (Sara Acireale)

A U G U R I per il nuovo anno Giacomo (Sara Acireale)

Un plauso, veramente bella. A U G U R I (Vito Franco)

Grazie mille x la traduzione. Grande. Abbraccio (Francesco Rossi)

In entrambe le versioni è appassionante👍 (Alessandro Sermenghi)

molto bella (Rosita Bottigliero)

Commenti (7)

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Vivì29 dicembre 2020

Una lirica molto amara e malinconica... un confessarsi con la propria coscienza e prendere atto che non è più tempo di piangere sul latte versato quanto, piuttosto, ammettere i propri errori con coraggio e iniziare a guardare avanti, oltre che di vivere di dolci ricordi, che male non possono arrecare se si trova la forza di coglierne il meglio, ossia la tenerezza che comportano e in cui adagiarsi nei momenti di malinconia più profonda e stressante. Una poesia che segna e invita a rialzarsi con dignità dopo una rovinosa caduta.

Passa il tempo, passano gli anni ed i capelli diventano più bianchi… non si può dimenticare l’amore perduto, si vorrebbe riprovare... restare solo è una triste condanna. Versi amari che feriscono il cuore, una lirica apprezzatissima.

e
emiliapoesie3929 dicembre 2020

Lirica dal tono introspettivo malinconica e triste ...sono lontani i giorni del sole l’amata fonte di emozioni non è più...il cielo è buio senza stelle e i giorni passano sempre uguali malinconici spuntano i capelli bianchi e l’amarezza ci è compagna... molto bella la versione in dialetto

Sara Acireale29 dicembre 2020

Il tempo inesorabilmente passa ma il problema non è il suo scorrere ma i ricordi che non vogliono restare nell’oblio, che fanno male perché non si può ripetere ciò che è successo. Un amore perduto non può essere ritrovato, bisogna farsene una ragione, bisogna prendere atto degli errori commessi e poi magari... ricominciare sempre se è ancora possibile. È una lirica che commuove chi legge perché il Poeta ci rende partecipi del suo dolore, il pathos è dentro i versi e sembra di toccarlo con le mani.

Vito Franco30 dicembre 2020

Poesia amara, che il vernacolo riesce ad esaltare ancora di più i rimpianti del passato, degli errori commessi, delle cose che bisognava fare e non sono state fatte, delle cose che bisognerebbe dire e che non si ha il coraggio di dire. Poi però subentra la rassegnazione, perché non si è soli ad avvertire queste sensazioni e perché questa è la vita e bisogna accettarla per quello che è.

Alessandro Sermenghi31 dicembre 2020

L’amore si sperimenta seduta stante, mentre ogni errore o rammarico viene registrato nella nostra mente, indelebilmente... il tempo passa e non giustifica i nostri errori commessi per ottenere quello che cercavamo. Ora non riusciamo a passar giorni di carezze... incolpando l’avvenimento che ha giocato la sorte e ci mangiamo le mani per voler correggere una situazione impossibile da variare. Non resta altro che far passare il tempo senza condanna, perché le colpe che ora vediamo, erano soltanto scelte passate... ed io aggiungo... come scelte erano state ponderate per non ripensarci.

Rosita Bottigliero31 dicembre 2020

un momento ove si evince la necessità di ricordare il tempo passato e di restare ad aspettare il futuro. versi in vernacolo che si immedesimano del poeta. complimenti