Il deserto
O Musa, un tempo prodiga di doni,
di versi dispensati a piene mani,
perché mi ignori, quasi mi abbandoni
ad un presente orbo del domani?
Ricordi quando sussurravi piano
al mio orecchio sordo e indifferente,
rammenti il tuo guidare la mia mano,
il tuo cipiglio fermo ma clemente?
Fantasticavi del color del vento,
del carnicino pallido dei baci;
deserto, il foglio, privo del pigmento
attende invano; ma mi guardi e taci?
"Tergi dagli occhi quei copiosi rivi!
Bagna la penna nel tuo sangue, e scrivi!"
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