Urlo di memoria! Ravensbrück: Campo di concentramento per solo donne!
Adele Vincenti
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Caddero foglie ingiallite e petali di rose,
a tappezzar viali, cadde l’autunno e venne l’inverno.
Brusio di dolori e cuori in tanti pezzettini,
sangue agghiacciato e vergogna d’ esser donna.
Umiliate ed ammassate e di fango imbrattate,
colori vermigli ed atroci scompigli.
Inferno acre ed amaro,
diavoli con le forche ad
infilzar vite altrui.
Donne!
Agghiaccianti urla e sante preghiere
martirio d’ anime a dar la vita.
Incancellabile memoria,
cruenti immagini nei lager della paura.
Deportate a sangue tatuate, visi cerei, color di morte
iniziali di nomi su triangoli rossi, gialli, neri e rosa
numerate come bestiame da macello.
Seviziate e sterminate nelle stanze della morte,
un inferno, nell’inferno ove odio e razzismo
è virus letale a prender vigore.
Caddero foglie e rami, caddero arbusti verdi e sani,
cadde la linfa umana, mamme a pianger bambini,
e bambini a cercar le mamme.
Polverosa morte e cappio al collo
nei lagar della vergogna.
Donne aveste un sol dono, prima di morire,
un filo di rossetto rosso da sparger sulle labbra,
e per qualche minuto fu un ritornar in vita!
©
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L'autore
Adele Vincenti
Scrivo dall’età adolescenziale, realtà, fantasia, emozioni e voli pindarici, stati d’animo, sentimenti e fantasia, son la mia arte liberatoria. Scrivere non è selezionare parole, è dar voce all’anima e al cuore. Il poeta coglie l’invisibile. Capta, all’attimo fuggente, pennellate di colori, per riempir pagine
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