La guerra
La guerra impasta gli uomini di cose.
Hanno sofferto nella carne
lo strazio dei tronchi divelti
dalla granata.
L'anima diventa triste e pesante
nelle rotaie del fango
della retrovia.
I cuori sussultano premuti
contro la terra scavata di fresco
nel fragore della rabbia metallica.
Abbarbicati alla terra
al macigno
alla vita
colle mani artigliate dei morti.
La mano amica
che nell'inferno ha teso
da bere in silenzio
è tutt'uno col ramo d'ombra
nell'ora di sosta.
Nel ricordo s'affacciano sempre
uomini taciturni
fra cose eloquenti
©
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L'autore
Silviana
penso che se il mondo fosse in mano alle donne, s'andrebbe sicuramente meglio....In secoli di storia,l'uomo 'maschio ' ha fatto guerre... per colonizzare e per esportare la così detta'democrazia'' Si sa sono poeta, e cullo questa utopia..... s.
Commenti (2)
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N
Nicomar17 gennaio 2008
una descrizione fredda di inutili e illogici conflitti, trasformano uomini in automi. Ottima stesura dei versi, danno vita ad una poesia molto sentita…
M
Maria Francesca17 gennaio 2008
Versi in cui si legge la fredda crudeltà della guerra, fa pensare a chi comanda e ragiona cinicamente su fogli e mappe.Poesia ricca di umanità
