Il prato verde
Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
la speranza sia l’ultimo miraggio fino la fine, (emiliapoesie39)
sempre attento alle rime e quartine... (emiliapoesie39)
Sempre bello leggerti Alberto. Una poe positiva... (Vivì)
da leggere nei momenti più tristi. B. giornata. (Vivì)
Ottimo testo che condivido. (Maria Luisa Bandiera)
Versi che aprono il cuore alla speranza! (Michelangelo La Rocca)
La speranza... speriamo che non ci resti solo lei (Giacomo Scimonelli)
adesso servono i risultati... la speranza aiuta (Giacomo Scimonelli)
ad andare avanti... e poi? Speriamo bene... (Giacomo Scimonelli)
La colpa è di chi non aiuta nemmeno a sperare... (Giacomo Scimonelli)
Un caro saluto, Alberto... complimenti per il tuo (Giacomo Scimonelli)
verseggiare chiaro ed efficace... (Giacomo Scimonelli)
bella, bella, vera speranza elogi
Commenti (8)
Non bisognerebbe mai perdere la speranza... e uso il condizionale perché di questi tempi di pandemia, così lunghi, tristi e così difficili e confusi è problematico talvolta credere, sperare e guardare al domani con fiducia. E’ passato troppo tempo, si sono spese troppe parole e ci hanno raccontato un sacco di fandonie. In questo paese va tutto a rovescio: i vaccini si fanno ai giovani e gli anziani rimangono in attesa: scuole chiuse e professori vaccinati e tanto altro ancora. Come si fa a non perdere la speranza in questo paese martoriato da politici incapaci o arrivisti? Questa poesia è un inno ad avere fede, ma credo che gli italiani non vaccinati, come me, la fede l’abbiano persa da tempo.
Una poesia/preghiera che infonde speranze, quelle stesse speranze che oggi dopo più di un anno di condizionamenti e di regole imposte ci lasciano sempre più sgomenti su come sarà il nostro futuro!
Un prato verde in questa poesia diventa il simbolo della speranza che il nemico letale possa sparire al più presto e si possa ritornare alla vita vera come quando la paura non c’era! Un plauso meritato al poeta!!!
Pensieri sentiti e condivisi... ma non posso non condividere l’intervento della Poetessa Vivì... la speranza rischia di restare sulla carta... in ogni caso dobbiamo provare a superare questo terribile periodo... non è facile districarsi tra le tante teorie, tra i tanti modi di vedere e affrontare questa pandemia. Certo, la speranza è colei, come scrive il Poeta, che non deve restare solo una parola pronunciata... ma deve diventare sostanza del nostro vivere quotidiano... dobbiamo corteggiarla ed invocarla, sempre e comunque. Speriamo bene... Poesia che tocca il cuore e che porta a riflettere...
Una nostra amica talmente grande, alla quale ogni dì ci affidiamo, ma più il tempo passa il dubbio assale – quanto potremo andare avanti, ogni giorno è sempre più difficile cercare anche un solo scopo di vita, vedendo quanto accade attorno. Richieste di aiuto giungono da tutte le parti, dicono che prima o poi finirà, è sempre successo cosi – ma quanto ancora rimane una domanda senza risposta che fa cascare le braccia.
condivido i versi bellissimi di questa poesia che vuole essere un inno alla speranza per poter ritrovarela serenità superando questo brutto momento il mio sincero elogio
Diamo valore aggiunto alla speranza e il poeta in un tratto poetico fine disegna poeticamente un bel quadro d’autore.
Bellissime queste quartine che disegnano un quadro di speranza, col prato verde. Nonostante le difficoltà di questo lungo periodi di crisi e di disorientamento non ci dobbiamo far travolgere dalla negatività e dal pessimismo, diversamente sarebbe la fine. Mi complimento col poeta che ho l’onore di leggere e lo ringrazio per aver condiviso queta sua perla. Grazie|








