Lu pintitu nun pintitu (Il pentito non pentito)
Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Non riesco a commentare e mi dispiace... (Vivì)
avrei voluto esprimere un mio parere su questa (Vivì)
disgraziata notizia... solo in Italia accadono (Vivì)
questa cose e a noi resta solo l’amaro in bocca. (Vivì)
Un abbraccio e u SALUTO Giacomo. (Vivì)
Ti abbraccio coetaneo Amico Poeta ✨ (Danilo Tropeano)
Poesia che denuncia un compromesso illegittimo (Alessandro Sermenghi)
Meglio aver più potere investigativo (Alessandro Sermenghi)
Complimenti Giacomo 👍 (Alessandro Sermenghi)
Condivido questa amara riflessione (Gerardo Cianfarani)
Ed è paradossale che questa legge sui pentiti sia (Antonio Terracciano)
stata voluta proprio da Falcone, a quanto pare ... (Antonio Terracciano)
E’bello leggerti, ma con la traduzione è meglio... (Silvia De Angelis)
un abbraccio giacomo sempre bravo e S (carla composto)
Versi attuali che interrogano le nostre coscienze! (Michelangelo La Rocca)
Commenti (5)
Si rimane attoniti innanzi tali eventi che celano il sangue e leale ribellione! No ... la giustizia si lascia abbagliare da chi spesso vende fumo e squallida compromissione. Struggente ma sopratutto vero il magnifico decanto del nostro Autore che di certo riscuoterà vasta comunione di pensiero. Super apprezzatissimo vernacolo.
Una ragione c’è sempre... per decidere di confessare l’inconfessabile. Sotto l’aspetto difensivo, l’aver da scontare una grossa pena non riducibile diventa un appiglio importante, rivelare i mandanti diventa obbligatorio. Sotto l’aspetto giuridico, giungere alla verità talvolta non ha prezzo, tanto da scarcerare i sicari. La riflessione dell’autore punta il dito sull’aspetto tecnico- giuridico del sistema, ma soprattutto alla verità non emersa... sicari che per convenienza rivelano prove contro i mandanti, spesso mentono per depistare. La libertà all’uomo che uccide non si deve concedere così facilmente.
Un vernacolo originale, e denso di speciali immagini poetiche, che non lascia indifferente il lettore, per l’importanza dell’argomento trattato. Poesia molto apprezzata
un argomento forte trattato con maestria dall’autore che arriva sempre al lettore bella in vernacolo questa lirica che porta a riflessione credo sia difficile pentirsi dopo aver compiuto azioni tanto gravi... la penso come l’autore in toto... il mio sincero apprezzamento
Versi in un bellissimo vernacolo e nello stesso tempo tremendamente attuali. Siamo tutti scossi nel vedere un pentito che ha ucciso centinaia di persone e ha sciolto nell’acido un bambino sia ritornato in libertà. Siamo scossi perché questo mafioso è l’assassino anche del più grande giudice antimafia che l’Italia abbia mai avuto, proprio quel giudice che ha voluto la legge sui pentiti per meglio combattere la mafia. Tra coloro che sono intervenuti sulla liberazione del grande criminale spiccano le considerazioni della sorella del giudice: sconcerta vedere in libertà un pluriomicida ma la legge è legge e quella legge l’ha voluta mio fratello. È questa una grande lezione di civiltà giuridica, anzi di civiltà toucur! Plauso meritato al poeta!





